“Atbeer”: nasce la prima birra firmata dai Cornoltis

In omaggio alla canzone “Atb” che ironizza sul servizio dei pullman

“Atbeer”: nasce la prima birra firmata dai Cornoltis

Nasce la prima birra firmata dai Cornoltis, nota formazione punk rock demenziale bergamasca.

La birra si chiama “Atbeer”, in omaggio a un loro cavallo di battaglia, “Atb”, brano che ironizza sul servizio dei pullman. Il birrificio Kaos di Costa di Mezzate (stasera, alle 20, la presentazione con showcase) firma la ricetta. La birra è una IPA, di 5,6 gradi, dalla schiuma abbondante e persistente e dal colore ambrato carico. Intensa all’olfatto, con un profumo di pompelmo, buccia di pesca e ananas, la birra offre un bouquet aromatico ricco con sentori biscottati e note di erba officinale. Persistente in bocca con un amaro equilibrato, è una birra per veri amanti del luppolo e non solo.

“Copieremo Chiara Ferragni – sorride Mario Apicella, voce della band -. Proprio come la famosa influencer abbiamo un vasto seguito sui social, posteremo immagini che ci ritraggono ai nostri concerti con le bottiglie in mano”.

Atbeer è, per ora, prodotta in edizione limitata, poiché non pastorizzata e rifermentata in bottiglia: si può trovare sia al Kaos, sia ai banchetti di merchandising del gruppo. La grafica è curata da Cabot Cove.

Nato nel 2008, il quartetto bergamasco, energico e indipendente, ha scelto come nome, un cognome diffuso nella zona, aggiungendo la “s” sulla scia dei Ramones. Due anni dopo la band è arrivata seconda al concorso Nuovi Suoni live organizzato dal Comune di Bergamo.

Negli anni ha condiviso il palco con Punkreas, Ricky e i suoi amichi, ex Aborti mancati, Persiana Jones, Oliver Skardy dei Pitura Freska, Mellow Mood, Fabio Testoni degli Skiantos, il Bepi, la Banda Osiris, Impossibili, Derozer, Raphael & Eazy Skankers, Statuto, Casino Royale, Kutso, Pornoriviste, Vallanzaska, Rumatera, Ruggero dei Timidi. Alle spalle cinque dischi, “Lasciami stare Eunuco”, seguito da “Ani di pietra”, “Un accenno di tette”, “La banalità del pene”, fino all’ultimo “Qlandia”.

 

 

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