Mobili, Cereda confermato alla presidenza: «Così possiamo dare più forza alla nostra categoria»

Nominati vicepresidenti Veronica Rota e Giovanni Pietro Carminati. In Consiglio anche Cinzia Colleoni. In crescita i negozi in città, in leggero calo in provincia

Il consiglio del Gruppo Mobili e Arredamento Ascom, riunitosi questa mattina, ha confermato alla presidenza Lorenzo Cereda, titolare di “Cereda Group”, che ricopre la carica dal 2009. Lo affiancano alla guida del Gruppo, con il ruolo di vicepresidenti, Veronica Rota di “Mobili Rota Snc” di Almenno San Bartolomeo e Giovanni Pietro Carminati di “Carminati & Sonzogni” di Zogno, che già avevano ricoperto il ruolo di consiglieri dal 2013. Entra nel consiglio Cinzia Colleoni di “Colleoni Arredamenti” di Curno; confermati Dario Abramo Borella di “Arredamenti Borella” di Osio Sotto, Fermo Pesenti di “Pesenti Arredamenti” di Seriate e Angelo Marchesi di “Marchesi Design” di Bergamo.

Lorenzo Cereda

Lorenzo Cereda

«Cercheremo di rafforzare ulteriormente lo spirito di gruppo e di lavorare sempre più a fianco di Federmobili – afferma il presidente -. Anche sul fronte del servizio alla clientela, che rappresenta il punto di forza delle insegne indipendenti, non mancano formule vantaggiose proposte dalla Federazione, dal servizio di montaggio fuori provincia ai 10 anni di assicurazione per i mobili, al finanziamento a tasso zero e a tariffe agevolate sul fronte del credito. Non tutte le imprese sfruttano queste opportunità che invece possono garantire all’attività sviluppi interessanti di mercato, a partire dalla possibilità di uscire dai confini provinciali».

Un altro obiettivo del Gruppo è il rafforzamento delle competenze e della professionalità degli operatori: «Ogni settimana vengono organizzati convegni e corsi, finanziati tra l’altro nella pressoché totalità dal fondo For.te., che consentono di acquisire nuove competenze e potenziare la capacità di gestione e vendita, spaziando dall’allestimento delle vetrine all’organizzazione dello show-room all’analisi di bilancio – continua Cereda -. Oltre a rappresentare dei momenti di confronto per la categoria, offrono l’occasione di restare aggiornati e migliorare le performance delle nostre attività».

Una maggiore partecipazione da parte degli associati crea vantaggi per tutti, oltre a restituire una visione comune del comparto: «Basta dedicare qualche minuto del proprio tempo per rispondere – in forma per altro del tutto anonima – ai questionari sul comparto inviati trimestralmente da Federmobili per poter disporre di dati strategici sull’andamento del mercato e andare così a rivedere e aggiustare le proprie scelte – continua il presidente di categoria -. Invece di essere vissuta come una perdita di tempo, va valorizzata come un’occasione per avere dati aggiornati di prima mano sul settore e definire al meglio le proprie strategie di business, ottimizzando risorse e investimenti».

Quanto allo stato di salute del comparto, le insegne indipendenti di mobili e arredi iniziano ad intravedere segnali di ripresa. In provincia di Bergamo si contano 417 negozi di arredamento, di cui 70 in città (dati Ascom al 31 dicembre 2016); negli ultimi 5 anni c’è stato un leggero calo dello 0,71% che ha penalizzato la provincia ma beneficiato la città (+12,9 % ). «È stato un anno tutto sommato positivo per i negozi di arredamento. Il bonus mobili e i contributi per le giovani coppie hanno incentivato gli acquisti, anche da un punto di vista psicologico – commenta Lorenzo Cereda -. È aumentato lo scontrino medio e si lavora per progetti di maggiore qualità. Gli incentivi hanno fatto bene a tutto il comparto, hanno avviato una leggera ripresa del mercato e hanno favorito un clima di maggior fiducia  tra gli operatori. La conferma del bonus mobili per il 2017 è stata accolta con grande favore: ci aspettiamo buoni risultati anche quest’anno».

La concorrenza della gdo continua a farsi sentire con campagne sconti e Cereda mette in guardia da pubblicità ingannevole: «La grande distribuzione dell’arredamento segna quest’anno un’ulteriore crescita del 2%. Non è solo un cambiamento nei consumi, ma spesso è l’effetto di una politica di sconti che arriva al 70-75%. Si tratta di pubblicità ingannevoli, come già indicato dall’associazione nazionale Federmobili, in cui il prezzo non è altro che l’effetto di una strategia di marketing che non corrisponde alla reale qualità del prodotto».

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