Malvestiti: «Tre i fattori decisivi per le imprese: competenze, aggregazioni di rete e innovazione»

Nella sua relazione, il presidente dell’Ascom ha ribadito che «l’Associazione sarà chiamata ad essere sempre più all’altezza delle esigenze degli associati»

assemblea Ascom 2016

 

di Paolo Malvestiti*

Grazie di essere intervenuti a questa nostra assemblea. La vostra presenza oggi è segno di affetto e di stima nei confronti della nostra Associazione. La nuova sede che oggi ci accoglie, inaugurata con successo 15 giorni fa, è il frutto del lavoro e della collaborazione di tutti coloro che hanno messo a disposizione tempo ed energia per far crescere la nostra Ascom. La nuova struttura, come avete avuto modo di vedere in questi mesi, è bella accogliente e funzionale e vuole essere il simbolo di chi ha resistito con tenacia per ripartire dopo la crisi. Questo non è infatti un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso che ha nuove sfide e nuovi traguardi. Come ha detto il presidente Sangalli durante la cerimonia di inaugurazione, è necessario essere sempre innovativi, competitivi e all’altezza delle esigenze dei nostri associati. Oggi siamo pronti a potenziare quei servizi che vengono evidenziati dall’associato secondo i suoi nuovi e vecchi bisogni. La logistica, l’accoglienza e l’attenzione al cliente rappresentano fattori che determinano la qualità della prestazione e la soddisfazione dell’utente, tanto nei servizi innovativi quanto in quelli tradizionali che rappresentano ancora oggi la spina dorsale dell’associazione. Perciò l’Ascom è chiamata a stare al passo con i tempi, a cogliere i mutamenti che il terziario offre, e a rafforzare quel barlume di positività e di ripresa che si sta intravedendo. Dall’inizio dell’anno infatti, i dati nazionali registrano un incremento del clima di fiducia delle imprese, sia per quel che riguarda la situazione economica generale, sia per l’andamento delle singole attività. Sembra che la via della ripresa sia stata imboccata, anche se sarà ancora lunga e complessa.

Da un’analisi fatta dalla Federazione nazionale del settore alimentare risulta che lo scontrino medio negli ultimi sei mesi è aumentato e il dato è accompagnato anche da un leggero incremento del numero dei negozi. Questi elementi positivi sono confermati dall’Osservatorio del Credito di Confcommercio che ha evidenziato negli ultimi mesi una crescita della fiducia degli imprenditori, un aumento del livello dei ricavi, e un miglioramento della situazione relativa all’occupazione. Dall’Osservatorio nazionale emerge anche che è in crescita la capacità delle imprese di far fronte ai propri impegni finanziari e che si è consolidata la percentuale di imprese che si rivolgono alle banche o ai consorzi fidi per chiedere credito. A livello locale anche gli ultimi dati camerali documentano un recupero su base annua del commercio al dettaglio dell’1,8%, mentre è meno brillante il quadro congiunturale della grande distribuzione -2,7%, dei servizi degli alberghi e dei ristoranti con -0,5%. Si può dire comunque che dopo sette anni di crisi il clima di fiducia è maggiore. Non possiamo però parlare ancora di una concreta ripresa della domanda, perché continua a pesare il quadro incerto a livello nazionale e internazionale, dove permane una situazione di grande instabilità economica e sociale.

Questo fattore, insieme all’incidenza della burocrazia, al mancato taglio della spesa pubblica improduttiva e all’insostenibile pressione fiscale nazionale e locale, ricade sulla domanda interna e frena gli spiragli di ripresa. Anche i dati sulla stima del Pil nel primo trimestre del 2016 diffusi alcuni giorni fa dall’Istat confermano la timida ripresa in atto, anche se in altri paesi europei si sperimentano tassi di crescita ben più sostenuti rispetto a quelli italiani. Allo stato attuale il prodotto lordo italiano è ancora inferiore di quasi il 4% rispetto al 2011 e di quasi sette punti nei confronti del 2008.  E’ mancata dunque quell’accelerazione necessaria a trasformare la ripresa statistica in crescita vera e propria. Dentro questo contesto, le nostre imprese sono impegnate ad affrontare le sfide importanti legate al cambiamento imposto dai mutamenti nella tecnologia e dalla globalizzazione dell’attività economica. Oggi per resistere sul mercato non basta più il radicamento sul territorio ed i legami con il tessuto produttivo locale.

C’è bisogno di altro, come ci indica il rapporto OCSE commissionato dalla Camera di Commercio che individua cinque obiettivi strategici per la transizione verso un’economia a più alto valore ed a una superiore intensità tecnologica:

  1. accrescere le competenze dei lavoratori e del territorio,
  2. sbloccare il potenziale di innovazione,
  3. incrementare l’attrattività del territorio,
  4. promuovere la competitività delle piccole e medie imprese.
Paolo Malvestiti

Paolo Malvestiti

Oltre a queste leve, grazie alle proposte e alle iniziative di Imprese & Territorio e Confindustria Bergamo, che ringrazio, dovremo approfondire anche il tema delle politiche del lavoro così fortemente integrate con lo sviluppo e il destino del territorio, e questo sarà il quinto obiettivo. Per i settori del terziario in particolare, la trasformazione che guiderà le tendenze dei prossimi anni sarà legata a tre linee principali: maggiori competenze, aggregazioni di rete e innovazione. Il tema delle aggregazioni di rete e dei distretti è importantissimo in quanto essi sono strumenti che contribuiscono ad accrescere la competitività e il posizionamento delle aziende sui mercati. In questi anni i Distretti del Commercio e dell’Attrattività hanno saputo evolversi dall’originaria funzione di valorizzazione dei centri urbani a forte vocazione commerciale fino a diventare veri e propri strumenti di marketing territoriale che legano commercio, turismo, attrattività.

Come associazione ci siamo dati il compito di fare sinergia con le amministrazioni comunali e con la Regione Lombardia per avviare nuove misure a sostegno di aree cittadine interessate alla desertificazione, incentivare l’apertura di nuove attività, monitore i negozi sfitti e trovare nuove collocazioni potenzialmente utili a riattivare i centri urbani. E’ una partita questa che resterà strategica anche nei prossimi anni perché, se da una parte il numero delle imprese dei nostri settori è tornato a crescere grazie all’aumento della natalità, resta però molto alto il numero di coloro che hanno scelto di abbassare le serrande. Altro fattore strategico per la crescita delle imprese, è l’internazionalizzazione, non più esclusiva dell’industria e dell’artigianato, ma anche del commercio perché alla luce del positivo traino offerto da Expo 2015, sono sempre di più le imprese che comprano, vendono o intermediano in mercati più ampi e globali.

Sono certo che ciò che determina il cambiamento dell’impresa sono l’innovazione e la flessibilità ossia un modo diverso di porsi nei confronti dei bisogni dei clienti. L’innovazione non è solo tecnologica, ma risiede in tutti quei modelli organizzativi e di marketing che prevedono l’utilizzo di nuove tecnologie. Nei prossimi anni inoltre, la qualificazione professionale continuerà ad essere fondamentale per ciascuna azienda che sarà chiamata a competere ad ogni livello. E anche noi come Ascom proseguiremo la strada di formazione del personale per migliorare e crescere. Certamente la nuova sede con i suoi spazi per i corsi, convegni e riunioni, favorisce il confronto e l’aggiornamento continuo per gli associati e il personale interno. Nell’ottica dell’innovazione, anche in Ascom prosegue la strada di potenziamento della comunicazione, dell’informazione e dell’aggiornamento e questo attraverso i nostri mezzi di comunicazione digitali e cartacei. Sarà nostro compito anticipare i cambiamenti nel rispetto delle persone e della loro identità, proponendo una rete di funzioni che siano sempre più integrate, innovative ma anche propulsive e solidali.

L’Ascom dovrà sempre di più qualificare i propri servizi, senza dimenticare di essere un’Associazione con caratteri propri che ne contraddistinguono la visione e la missione, che si traducono nel sostegno all’impresa, nella salvaguardia del territorio e nella valorizzazione delle categorie. Sempre più impegnativo in questa fase di trasformazione del terziario è il compito svolto dalle nostre aree consulenza, fiscale, gestionale, lavoro, formazione e dalla neonata area tecnica amministrativa che cercano di rispondere sempre più tempestivamente ed adeguatamente alle esigenze più diverse dei nostri associati. Non voglio infine dimenticate il lavoro svolto dalla nostra Fogalco sul tema dell’accesso al credito fondamentale nel costruire un rapporto sano tra le imprese e il sistema bancario. “Innovare per competere” è il tema della nostra 71° assemblea che ben sintetizza le nostre azioni future e che approfondiremo nella seconda parte, grazie alla presenza di Fabio Fulvio responsabile delle politiche per lo sviluppo di Confcommercio Imprese per l’Italia e degli imprenditori che racconteranno le loro esperienze di innovazione.

Ringrazio loro per aver accettato il nostro invito e Confcommercio per la pubblicazione della collana “Le Bussole” e in particolare di quella dedicata al “Negozio nell’era di internet” una guida che ha suggerimenti utili per i tanti commercianti che ogni giorno alzano la saracinesca in un contesto sempre più competitivo, e per i giovani che vogliono intraprendere una attività nel terziario. Le Bussole sono strumenti concreti che aiutano a mantenere il negozio moderno, qualificato e al passo con i tempi. Come è al passo con i tempi la nostra associazione che deve saper produrre e diffondere innovazione per offrire un adeguato supporto alle imprese del terziario bergamasco. Concludo, ricordando che tutti i risultati raggiunti sono il frutto delle buone relazioni con le principali istituzioni del territorio e del lavoro dei miei più stretti collaboratori, a partire dai due vicepresidenti, Martinelli e Zambonelli, dai presidenti di categoria e dal Consiglio direttivo, che ho l’onore di presiedere, e dal direttore Oscar Fusini. Altrettanto dico per i preziosi funzionari e collaboratori della struttura. La fiducia che i nostri soci ripongono nell’Associazione è sicuramente il risultato del serio lavoro e del costante impegno di tutti che ci stimola e ci incoraggia a guardare avanti e a progettare altri ambiziosi traguardi.

*presidente Ascom Bergamo

 

 

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