Divieto ai minori e ticket d’ingresso a 80 euro. Quando il Vinitaly ci spiazza

Per la 50esima edizione, la fiera ha scelto di selezionare i visitatori vietando l'ingresso agli under 18 e fissando un costo molto elevato ai biglietti. Il rischio è di far pensare al vino come un prodotto di elite e non fare appassionare i giovani

Divieto ai minori e ticket d’ingresso a 80 euro. Quando il Vinitaly ci spiazza

Vinitaly rappresenta da 50 anni a questa parte l’appuntamento più importante per l’enologia nazionale ed internazionale. Anche quest’anno il Consorzio Tutela Valcalepio sarà presente al Pala Expo Lombardia quale unico rappresentante dell’enologia bergamasca, con il suo stand collettivo dal 10 al 13 aprile. Nello spazio dedicato a Bergamo non mancheranno poi gli appuntamenti con la gastronomia tipica, organizzati anche quest’anno in collaborazione con la Camera di Commercio. Numerosi anche gli aggiornamenti social, appositamente pensati per far vivere la frizzante atmosfera della fiera anche a chi non potrà essere fisicamente presente a Vinitaly.

A tale proposito, due sono le riflessioni che sorgono spontanee nel momento in cui si sceglie di informarsi meglio sul 50° Vinitaly: il costo del biglietto e un particolare divieto di accesso.

L’Ente Fiera ha scelto di posizionare il costo del biglietto giornaliero ad un livello davvero alto: 80 euro. Una cifra elevata che, nelle speranze degli organizzatori, dovrebbe decurtare il numero di avventori “non desiderati”. Una delle conseguenze sarà l’allontanamento di una parte del pubblico appassionato e non solo. Vero è che la manifestazione nasce come momento d’incontro a livello professionale ma, a mio parere, dovrebbe comunque mantenere il suo aspetto di importante appuntamento anche per le persone desiderose di apprendere e conoscere. Non vorremmo mai che il pubblico iniziasse a considerare il vino un bene di lusso, qualcosa di riservato ad un elite, errore già commesso in passato e da cui dovremmo trarre opportuno insegnamento. Non solo, se il fine fosse quello di elevare la “qualità” dei visitatori, la domanda che mi pongo è perché mai l’operatore professionale debba pagare questa cifra.

Nella stessa direzione va anche la seconda informazione che si apprende dal sito della manifestazione. Si legge esplicitamente che “Per il mantenimento dello standard professionale, Vinitaly è aperto esclusivamente agli operatori specializzati, maggiorenni: non è permesso l’ingresso ai minori di 18 anni anche se accompagnati”. Ancora una volta si sceglie la strada della demonizzazione di un settore, quello enologico, che, non va mai dimenticato, vive e cresce grazie all’apporto del pubblico consumatore. Importante, quindi, mantenere professionale la manifestazione ma fondamentale, a mio parere, è non perdere di vista la cultura e la tradizione che questo comparto rappresenta per noi. Da produttore (vale anche per i ristoratori) mi chiedo perché mai non possa portare con me i miei figli minorenni, per far vivere a loro una esperienza concreta

del lavoro che ci permette di vivere. Come recita il motto della fiera “Da un grande passato nasce un grande futuro”, mi chiedo, perciò, come possiamo trasmettere certi valori senza avere a fianco i nostri giovani. Non ci resta che aspettare Vinitaly e solo ad aprile potremmo trarre le dovute conclusioni.

4 commenti a "Divieto ai minori e ticket d’ingresso a 80 euro. Quando il Vinitaly ci spiazza"

  1. Romualdo  20 Marzo 2016 alle 16:17

    Assurdo,,, folle e poi si parla di crisi nel settore,, sono sempre dal parere che bisogna trasferire la fiera da un altra parte.

  2. Valentino  21 Marzo 2016 alle 9:13

    Bisogna comprendere che tipo di fiera si vuole, se è per operatori, i ragazzini (e non solo) che sistematicamente finiscono la giornata stesi a terra, non sono quello di cui questo evento ha bisogno. Se invece dobbiamo prendere di tutto e di più, non dobbiamo poi lamentarci che la Prowein ci ha sorpassato a doppia velocità e rischia di relegarci, a fiera nazionale!

  3. Luigi  21 Marzo 2016 alle 9:41

    Ormai non è una mostra ma una fiera
    Un immensa las vegas con luci e hostess da baraccone

  4. Luca bosio  21 Marzo 2016 alle 10:57

    Cara redazione il vinitaly deve essere una manifestazione professionale per professionisti, non una sagra di paese, per cui bravo ente fiera, finalmente una scelta azzeccata!

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