Profumerie, il negozio dei record è a Treviglio: 1.600 le essenze

La "Pozzi", di Augusta Milesi, è tra le sei più fornite d'Italia

 

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Augusta Milesi

Chanel numero 5? Mai, grazie. Anche Marylin Monroe, che quando andava a letto sosteneva di “indossare” due gocce della celebre fragranza, avrebbe forse cambiato idea se avesse potuto scegliere tra le oltre 1.600 essenze della profumeria Pozzi, il paradiso olfattivo che ha sede a Treviglio, in via Verga. Augusta Milesi è la titolare dal 1982 del negozio che spicca per essere tra i sei più forniti e di maggior pregio in Italia.

Ad acquistarlo è stata la mamma, Liliana Pozzi, nel 1958, dalla precedente titolare. L’attività ha mantenuto lo stesso volto dagli anni Sessanta, tra antichi mobili in radica, specchi dalle cornici intarsiate, bijoux raffinati e una montagna di profumi introvabili altrove, custoditi dietro le vetrine. E inalterata è rimasta la vocazione, di nicchia. “Io e mio fratello siamo cresciuti in bottega, tra cristalli e boccette delicate, non stavo mai ferma, ma mia mamma mi lasciava libera – racconta la signora Augusta -. Per lei l’importante era che non mettessi piede in un negozio commerciale, diceva che mi avrebbe disturbato, confondendomi le idee. Un giorno un ragazzo che frequentavo mi regalò una bottiglietta di un noto stilista francese durante una festa a Parigi, mia mamma rispose: ti concedo il fidanzato, non quell’acquetta”.

Nonostante la concorrenza di catene nazionali e internazionali, spesso negli shopping center, il negozio storico, che offre anche prodotti di cosmesi, non ha mai subìto cali nelle vendite. La differenza la fanno la qualità e la persistenza. “Le grandi maison di moda italiane e francesi sono un’eccellenza, ma i profumi con il nome degli stilisti non hanno niente a che vedere con le loro creazioni, sono una conseguenza del marchio – è la sua opinione -. La prova è che si somigliano tutti, la sintesi finale è uguale. Invece, la nostra è un’arte degli essenzieri, nasi speciali, capaci di selezionare e mescolare oli raffinati, indossare un profumo è come guardare un film che è indimenticabile perché combina la recitazione dell’attore, alla storia, alle musiche e coreografie”. Nella profumeria trevigliese si trovano essenze vintage degli anni Cinquanta e Sessanta, linee francesi, inglesi, perfino svedesi, erbe di campagna, altre che richiamano il profumo emanato dalla pianta del pomodoro, aromi di dolcetti arabi, essenze gourmand che sanno di cioccolato, vaniglia, zucchero filato, fino agli antichi legni che sfiorano i 600 euro. La spiegazione del costo è semplice, la rarità, la materia prima che non esiste in ogni paese del mondo e una produzione che non supera gli 800 litri. E la storia, come quella di Francois Hénin, negli anni Venti distillatore di oli in Vietnam, sperimentatore a Grasse nelle creazioni a base di sandalo Mysore. “E’ bene che chi acquista un profumo conosca gli aneddoti che sono alla base della sua formulazione, perché un’opera d’arte non può essere di massa”.

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