“Be Typical”, la tradizione bergamasca sale su un maxi furgone

Andrea e Matteo Gavazzeni - Be Typical - rid
Andrea e Matteo Gavazzeni

Ha saltato una generazione la vocazione per la ristorazione. Dopo il nonno, che ha gestito fino a metà degli anni Novanta sulle colline di Chiuduno la trattoria Bilofer, è riaffiorata nei fratelli Andrea e Matteo Gavazzeni, che hanno scelto di dargli una veste in linea con le tendenze del momento.

Puntando sullo street food nel senso più pieno della parola. Il loro è, infatti, cibo da strada non solo perché facile da consumare all’aperto o portar via, ma perché cucinato a bordo di un automezzo che si sposterà tra piazze ed eventi. «Non si pensi al furgone che attende i clienti all’uscita della discoteca – precisa Andrea -. Quello dei food truck è un movimento già affermato all’estero e in fase di espansione anche in Italia. Rispetto alle esperienze già in atto, abbiamo scelto di spingere sul pedale della qualità, intesa sia come selezione dei prodotti sia come nuova modalità di servire piatti classici». L’azienda si chiama Be Typical, denominazione che ben sintetizza la volontà di rileggere in chiave moderna la tradizione.

I due fratelli hanno cominciato a lavorare al progetto un anno fa e prevedono di essere “on the road” tra circa quattro mesi. Non è stato infatti semplice allestire un mezzo che rispondesse alla loro idea. «Ci sono tanti aspetti da coniugare – rilevano -, dall’organizzazione degli spazi alle attrezzature, che abbiamo voluto fossero tutte elettriche, meno rischiose rispetto a quelle alimentate con gpl, e naturalmente l’immagine, che è un punto chiave per attività come questa. È stata una ricerca e una sperimentazione continua di soluzioni. In attesa di mostrare il mezzo, quello che possiamo dire è che sarà qualcosa di particolare e innovativo per l’Italia».

Quanto alla proposta, si va dall’utilizzo di prodotti tipici della Bergamasca, come i salumi Ca’ del Botto e i formaggi Presidio Slow Food, a piatti ispirati alla tradizione ma serviti in forme e packaging nuovi. Le mete saranno il Nord Italia ma anche l’estero, il viaggio dei due fratelli diventerà, quindi, occasione per portare le specialità nostrane fuori dai confini provinciali. «Pensiamo di organizzare alcuni eventi mirati su strada, anche locali, per farci conoscere – annuncia Andrea – e di partecipare a fiere e manifestazioni di carattere internazionale con un pubblico interessato alla tipicità».

Andrea ha trent’anni e lavorava nella società edile del padre, Matteo, 27enne, è perito elettronico. Entrambi hanno frequentato corsi di formazione per mettersi ai fornelli della loro cucina itinerante e realizzare «la svolta e fare qualcosa di nostro». Non li spaventa la prospettiva di macinare chilometri, anzi. «Non siamo partiti con un locale – rilevano – e può sembrare insolito. L’idea di spostarci però ci affascina, perché ci dà la possibilità di entrare in contatto con un pubblico variegato e trasversale e con situazioni diverse ogni volta».


Punto Innovazione / I lavori sulla pista di Orio diventano un caso di studio

Punto Innovazione è una rubrica settimanale che gode del supporto di 

 

???????????????????????????????Il grande e articolato intervento di riqualificazione della pista e delle infrastrutture di volo dell’Aeroporto di Orio al Serio, realizzato nell’arco di 80 giorni per le aree con impatto sulla pista di volo e limitando a un quarto di questo tempo lo stop delle attività operative, è diventato un caso di studio nel campo delle progettazioni aeronautiche e di interesse per tutte le realtà aeroportuali dotate di una sola striscia di decollo e atterraggio. Allorquando si rende necessario eseguire il rifacimento totale della pista, la chiusura è inevitabile. In presenza di una lunghezza e di una conformazione infrastrutturale idonea, come nel caso dello scalo bergamasco, risulta possibile pianificare la limitazione alternata a una delle due testate, consentendo la continuità dei voli, prima di intervenire sul blocco centrale. Questa tecnica, sperimentata con successo tra marzo e maggio 2014 a Orio al Serio, si basa sul rispetto rigoroso del cronoprogramma dei lavori e sull’impiego di tecnologia avanzate, sia nel campo dei materiali impiegati che di mezzi e strumentazioni messi in campo. Basti sottolineare che nella fase più impegnativa, l’aeroporto ha assunto il primato di cantiere più grande d’Europa, con ben 600 macchine al lavoro per turno. Mezzi in massima parte dotati dei più avanzati dispositivi tecnologici di supporto alla qualità e rapidità delle lavorazioni, a partire dai sistemi GPS, grazie ai quali è stato possibile realizzare un piano d’appoggio perfetto per la successiva posa del conglomerato bituminoso. Sotto e dentro le pavimentazioni sono stati utilizzati materiali di grande resa, dai porfidi trentini ai basalti liguri fino ad arrivare al bitume additivato con polimeri e fibre, assemblati sulla base di mix design pluri-testati e posati e compattati con macchine d’avanguardia equipaggiate con tecnologia satellitare.

Maurizio Crispino, ordinario al Politecnico di Milano e direttore del Laboratorio Sperimentale Stradale del DIIAR, progettista dei lavori sulla pista di Orio al Serio che fanno scuola, sottolinea come sia stata impiegata particolare cura nella realizzazione dei giunti di stesa, ricorrendo alla tecnica del ‘caldo su caldo’. “Prima di compattare – spiega Crispino – si aspetta una seconda passata facendo in modo che il materiale di entrambi gli strati affiancati sia adeguatamente caldo: a quel punto il rullo passa a chiudere congiuntamente i due strati, determinando così un’omogeneità di compattazione senza pari”.

Luca Vitali, che con la sua azienda ha guidato l’Ati composta da Gavazzi, Vallan e Artifoni, ha descritto in un libro l’impresa portata a termine nel pieno rispetto dei tempi previsti, sottolineando proprio il contributo delle tecnologie avanzate per l’ottima riuscita dell’intervento di pavimentazione. I rulli erano dotati di Ecomode, il sistema di gestione intelligente della potenza di ogni macchina in funzione del reale fabbisogno operativo; di Telematic, il sistema di controllo delle macchine a distanza che permette di valutare il regime di lavoro; di Asphalt Manager II, ovvero la seconda generazione del sistema di compattazione intelligente Asphalt Manager che, mediante la regolazione dell’ampiezza, adegua l’energia di compattazione dove necessaria e la riduce quando è superflua o addirittura dannosa.

Uno degli obiettivi legati al processo di riqualificazione è stato quello di  aprire l’aeroporto a nuovi scenari manutentivi, eliminando le interferenze tra impianti e pavimentazione, elevare la durabilità delle pavimentazioni, concepire una pista ad elevata aderenza e macrotessitura per l’operatività in condizioni di pioggia, garantire la maggiore visibilità degli AVL (aiuti visivi luminosi) e ridurne i consumi con la conversione a LED. Il rifacimento integrale di tutte le luci di pista e dei relativi collegamenti e apparati di alimentazione contribuisce ad aumentare l’efficienza dello scalo e, contestualmente, a diminuire l’impatto ambientale. A beneficiarne sono soprattutto le attività di manutenzione, grazie alla qualità delle tecnologie e dei materiali impiegati e all’implementazione dei sistemi di telecontrollo.

I protagonisti

  • Maurizio Crispino – progettista
  • Vanni Berni – direttore dei lavori
  • Vincenza Bella – Responsabile Unico del Procedimento
  • Francesco Mistrini –responsabile progettazione, costruzione, manutenzione infrastrutture di volo SACBO
  • Vitali SpA – impresa capofila dell’ATI formata da Gavazzi, Vallan e Artifoni

 

I numeri

  • 550mila metri quadrati di nuova pavimentazione, per uno spessore di 70 cm (misto cementato più pacchetto dei conglomerati bituminosi, equivalente a 80 campi di calcio.
  • 400 chilometri di nuovi cavi di alimentazione e controllo
  • 70mila metri quadrati di vernice per segnaletica orizzontale
  • Oltre 2mila nuovi dispositivi AVL (Avvisi Visivi Luminosi)

 


Imprese, quattro bandi per favorire lo sviluppo

sviluppo_di_impresa_ingranaggi (1)Dal primo aprile, per le imprese aventi sede legale o operativa in provincia di Bergamo è aperta la possibilità di presentare la propria candidatura a due diverse tipologie di bandi:

Bandi di concorso per l’assegnazione di voucher per la realizzazione di interventi di assistenza e di consulenza a favore delle micro, piccole e medie imprese.

In relazione a questa tipologia di intervento sono tre i bandi messi a disposizione dall’ente camerale:

  • Bando “Sviluppo d’impresa”
  • Bando “Sviluppo d’impresa agricola”
  • Bando “Azioni di supporto all’internazionalizzazione delle imprese”
Bando di concorso per l’assegnazione di voucher per interventi di formazione.

In relazione a questa tipologia di intervento l’ente camerale ha messo disposizione delle imprese del territorio il “Bando di concorso per l’assegnazione di voucher a favore delle imprese della provincia di Bergamo per interventi di formazione”.
Le modalità per accedere ai bandi sono pubblicate nella sezione “Contributi e finanziamenti” del sito camerale www.bg.camcom.gov.it (testi di riferimento per ogni bando e documenti da compilare da parte della singola impresa). Tutti i bandi resteranno aperti fino ad esaurimento dei fondi in dotazione e comunque fino al 31/12/2015.

 

Gli interventi di consulenza e di assistenza e/o di formazione previsti dai bandi saranno realizzati con il coordinamento dell’azienda speciale “Bergamo Sviluppo”.

 


“Sexy Shop” in Città Alta? Tranquilli, è solo un bel pesce d’aprile

SexyShopCittà Alta si risveglia più rossa, anzi più hot, o forse solo più burlona? La scritta “Sexy Shop”, a caratteri cubitali, occupa ben due vetrine. Più in piccolo si scorge la scritta “prossima apertura”, mentre al centro campeggia l’immagine di un peperoncino di Cayenna, a togliere ogni dubbio che l’ambiente sarà infuocato e piccante. Nulla di nuovo, direte voi. Di sexy shop a Bergamo ce ne sono già tanti. E’ vero. Però è anche vero che siamo in Città Alta. Di più, siamo in via Colleoni, al civico 20,  nella via centrale che attraversa il Borgo storico, battuta ogni giorno da migliaia di residenti e turisti. Immaginate lo sbigottimento di chi passeggiando nella storia, volgendo lo sguardo da un monumento all’altro, all’improvviso, tra Santa Maria Maggiore e il Seminario,  s’imbatte in un sexy shop? Ora, ci sarebbe materia per alimentare polemiche a gogò. In Città Alta, non scordiamolo, ha sollevato dibattiti animati anche la ventilata apertura di un Mc Donald’s in Piazza Vecchia e c’è chi, a più riprese, ha messo all’indice le aperture di negozi lontani dalla tradizione e dai bisogni dei residenti. Ecco, è proprio l’assenza totale di polemiche e l’occhio rivolto al calendario che fa nascere il sospetto: e se fosse un bel pesce d’aprile?  Ad alimentare il sospetto di una burla  il discusso regolamento, promulgato con ordinanza dall’amministrazione Tentorio che – non immune ai ricorsi al Tar e soprattutto alle polemiche che hanno addirittura attraversato l’Oceano mediatico finendo sul New York Times – pone il veto a kebab, sexy shop, sale gioco e bingo, lavanderie self service e a gettone, phone center e money transfer nei borghi storici di Bergamo. Oggi ne sapremo certamente di più.
La conferma che si tratta di un goliardico pesce d’aprile non tarda ad arrivare, per parola di Roberto Amaddeo, delegato del Comune di Bergamo a Città Alta, oltre che quasi dirimpettaio del locale dall’insegna bollente, con lo storico ristorante “Da Mimmo”: «Si è voluto scherzare stamattina nella via con un bel pesce d’aprile. Io stesso sono stato invitato da altri commercianti davanti all’insegna. Fortunatamente il calendario ha lasciato che il sorriso prevalesse in fretta sullo sconcerto iniziale. Mi aspettavo già chiamate per fare tornare sulla retta via il locale… Quale attività inaugurerà per davvero al posto del sexy shop per altro vietato dal regolamento del Comune a tutela dei borghi storici? Non ne ho idea, si parlava di un bar, ma non vi è ancora nulla di ufficiale». Nel frattempo per tutto il giorno i passanti abboccheranno come triglie al pesce d’aprile, oppure si faranno una sana e maliziosa risata pensando a cosa accadrebbe se davvero giocattoli sexy e pornografia approdassero nel cuore di Città Alta.