La lettera del commerciante: “Io sempre più in trincea”

La lettera del commerciante: “Io sempre più in trincea”

Spettabile redazione, sono un piccolo commerciante della provincia di Bergamo che a fatica, come tantissimi altri, cerca di sopravvivere a questa crisi economica, alla mal gestione del commercio ed agli impegni economici che lo Stato ci impone. Arrabbiato con i vari rappresentanti dei politici che continuamente sbraitano in TV e sui giornali il problema del piccolo commercio, senza però nulla risolvere.

Nei paesi le serrande continuano ad abbassarsi ma nessuno si impegna seriamente a risolvere il problema, solo parole e parole.

Ho una cartoleria che da solo mi devo e cerco di gestire nel miglior modo possibile, ho 62 anni, e se con me ci fosse uno dei tanti ragazzi disoccupati di cui tanto si parla, la gestirei anche meglio, ma non posso permettermi tale lusso.

Sono una di quelle piccole attività che facendo anche un servizio alla comunità come fotocopie, fax, mail, stampe, cose che ancora i supermercati non fanno, oltre al materiale scolastico, riesce a stento a sopravvivere.

Il problema secondo il mio modesto parere non si risolve con l’aiuto della Regione Lombardia che tramite i Comuni stanzia ogni 4 anni dei fondi per il piccolo commercio e nemmeno con la nascita dei vari distretti che a nulla portano se non ad illudere il piccolo commerciante di risolvere il problema.

Il problema è molto più profondo, e sta semplicemente nella serietà sulla gestione del commercio, senza più regole, partendo dai grossisti che fanno ciò che vogliono e chi è del settore sa bene a cosa mi riferisco.

Alla vendita online, e poi si parla di kilometro zero, di inquinamento atmosferico ed acustico, con miglia di furgoncini che scorazzano per consegnare un piccolo pacchetto, ma la soddisfazione di uscire di casa, girando per le vie guardando le vetrine ( ormai rare ) non c’è più, non si ha più tempo per queste cose, meglio restare a casa davanti al computer (altro grande problema soprattutto giovanile ) ad ordinare e chattare.

Si esce solo il sabato con tutta la famiglia per la spesa settimanale, destinazione il centro commerciale, che più grande è meglio è cosi magari ci porto anche i figli la domenica.

Ma ci rendiamo conto che per comprare una lampadina ormai dobbiamo prendere la macchina?

E’ anche vero che un po’ di colpa è anche del piccolo commerciante che manca di professionalità, il negozio ereditato dal papà continua cosi senza nessun rinnovamento e senza una specializzazione oggi indispensabile, continua a rimanere un piccolo bazar, forse è qui che il commerciante va stuzzicato, forse è qui che dovrebbe intervenire l’esperto del commercio e non in iniziative mal pubblicizzate e copiate dai supermercati.

Si potrebbe continuare ma non finiremmo più, spero solo che questo mio piccolo sfogo, questa lamentela di un piccolo commerciante che sicuramente non è solo mia ma anche di molti altri, possa riuscire a mettere delle regole serie al commercio.

Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.
A.A

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