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1906 - 2006

I nostri primi
cento anni

 
 

 

 

1906 - 2006 I nostri primi cento anni
 

L'ex direttore

Sigismondi: "Così il giornale è cresciuto
diventando un punto di riferimento"

 

La Rassegna l’ha diretta per oltre 20 anni, fino al novembre del ‘99, quando al traguardo della pensione ha lasciato l’ufficio di via Paglia e si è buttato a tempo pieno nell’attività amministrativa (ai tempi era sindaco di Trescore) e nella sua passione più trascinante: i libri. Una carriera, quella di Mario Sigismondi, segnata quindi in larga parte dal giornalismo.
In 20 anni di direzione (ai quali ne vanno aggiunti altri 10 di intensa collaborazione), ha plasmato la Rassegna, l’ha trasformata radicalmente, l’ ha fatta uscire dall’angusto confine del bollettino e proiettata in quello più ampio del giornale. Significativo, a questo proposito, ricordare quel che accadde a metà degli anni 70, quando l’allora presidente di Confcommercio, Giuseppe Orlando, lanciò a livello nazionale il settimanale Commercio e Turismo. «Le Associazioni territoriali - ricorda Sigismondi - furono invitate a cessare le pubblicazioni dei propri bollettini che sarebbero stati sostituiti dal nuovo periodico. Ebbene, all’Ascom non fu chiesto nulla. La Rassegna si era così affermata che non poteva certo essere chiusa».
Il giornale, in effetti, aveva cambiato volto grazie ad una crescita graduale ma costante. «Negli anni successivi - spiega l’ex direttore – l’abbiamo reso ancora più corposo, aprendo nuove rubriche e sezioni, così da farlo diventare più aderente alle esigenze degli esercenti».
Tra i meriti che Sigismondi attribuisce alla Rassegna, emerge, in particolare, quello «di aver aiutato gli imprenditori a comprendere meglio la propria realtà operativa». Non solo. «Il giornale ha allargato la loro visione - spiega l’ex direttore - “obbligandoli” a spaziare tra argomenti diversi e a interessarsi a temi legati ad altre categorie economiche. Questo, in particolare, è avvenuto quando l’Associazione ha deciso di utilizzare il giornale anche per diffondere le proprie circolari. Il maggior tempo dedicato alla ricerca e alla lettura delle notizie ha contribuito a “costruire” un lettore più attento, con un orizzonte sicuramente più ampio».
«Un risultato - aggiunge Sigismondi - al quale hanno dato un decisivo apporto anche l’ingresso nell’azionariato della Rassegna di Confindustria Bergamo e il sostegno dell’Associazione Artigiani». «Due contributi che hanno dato un respiro ancora più ampio al giornale, da sempre - va detto - attento alle due categorie». Sullo sfondo, presenza antica, i protesti. «Un servizio apprezzatissimo - puntualizza Sigismondi - considerato quasi alla stregua di un strumento di lavoro. Così importante che a un certo punto, quando le pagine sono cresciute, i protesti sono diventati un inserto color rosa inserito nel giornale. Il tutto è stato sempre realizzato con estremo rigore. Non a caso, negli anni della mia direzione abbiamo registrato solo una decina di errori, e di questi uno soltanto imputabile al giornale. È un risultato di cui vado orgoglioso». Orgoglioso Sigismondi lo è stato anche della rubrica “25 anni fa su La Rassegna”. «Poche battute - annota - in cui di settimana in settimana si richiamavano gli episodi salienti pubblicati sul giornale. Era un modo per legare il presente al passato. Molti chiamavano per ringraziare, perché magari avevo ricordato la nomina di un parente, la promozione di un collega o altro ancora». Un piccolo spazio dal grande risultato: «Già, perché è anche così - conclude Sigismondi -  che si è rafforzato il legame tra il giornale e i lettori».