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1906 - 2006

I nostri primi
cento anni

 
 

 

 

1906 - 2006 I nostri primi cento anni
 

Il direttore

Una sola rotta: esser vicini agli imprenditori

di Giuseppe Ruggeri
 

Un secolo di vita. A dirlo vengono quasi le vertigini, a scriverlo ancora di più. Eppure è realtà. La Rassegna ha spento da pochi giorni le 100 candeline, festeggiando una lunga storia nel panorama editoriale bergamasco che la proietta tra i più antichi periodici italiani. Lo diciamo con un pizzico di orgoglio: è un traguardo ragguardevole, a maggior ragione per un settimanale economico nato e cresciuto in epoche in cui l’informazione finanziaria non aveva certo gli spazi che ha oggi. Dubitiamo che Alessandro Brignoli, il primo gerente responsabile, potesse immaginare una vita così lunga per la sua “creatura” quando, il 13 settembre del 1906, diede alle stampe il primo numero. Bergamo si stava aprendo all’industria (in particolar modo quella tessile e del cemento) e Brignoli voleva “colmare un vuoto”, realizzare un giornale che fosse espressione di quel nuovo ceto che stava trasformando il volto economico di Bergamo. L’impresa riuscì fino al 1917, quando la testata, nel frattempo diventata anche quotidiano e con un nuovo direttore, cessò le pubblicazioni per riprenderle - senza più interruzioni - subito dopo la seconda Guerra mondiale.
È una lunga cavalcata attraverso il Novecento, quella della Rassegna. Una storia segnata dalla grandi trasformazioni sociali ed economiche e da tanti mutamenti “interni”, a partire dai cambi di proprietà a quelli di direzione fino ai profondi restyling. Innumerevoli tappe, delimitate sempre e comunque da un unico orizzonte: rimanere un giornale attento alle esigenze degli attori economici e delle imprese. Per dirla con le parole del primo direttore, essere il “termometro del progresso economico bergamasco”.
Questa rotta segna ancora oggi il cammino del giornale. Quando a fine ’99 ho assunto la direzione, ho trovato un settimanale con una linea ben definita, radicato e solido, pur in uno scenario dei media fortemente competitivo, con i periodici in evidente sofferenza.
All’amico e allora direttore Mario Sigismondi, che mi cedeva il testimone, chiesi naturalmente consigli, indicazioni. Mi rispose con due parole: ”Equilibrio e autorevolezza”. Erano i due pilastri - mi spiegò - su cui la Rassegna aveva costruito la propria solidità. Mi ci volle poco per rendermi conto che aveva ragione, per scoprire come fosse forte l’identità del giornale (anche per i protesti, naturalmente) e quanto fosse consolidato il rapporto con i lettori. Le tante storie raccontate, i personaggi tratteggiati, le imprese sostenute nel loro avvio, le informazioni di puro taglio economico, avevano radicato la testata tra i lettori e, ancora oggi, contribuiscono a farne un settimanale a metà tra un organo di informazione e un strumento di lavoro. Comunque sia, un prodotto - seppur ricevuto in abbonamento (e quindi non scelto) - sempre atteso. Tanto che non pochi tra coloro che cessano l’attività si abbonano o chiedono di poterlo ricevere ancora.
È questo, tra i tanti, l’aspetto che più ci va di sottolineare al traguardo del secolo di vita: quel legame che il giornale in questi anni ha saputo costruire tra gli imprenditori (i lettori) e le Associazioni di categoria (l’editore). È un dato di fatto che la “visita” settimanale all’abbonato ha in sé un forte valore aggiunto: rende più chiara la mission dell’Organizzazione imprenditoriale, indica meglio la strada suggerita, ma soprattutto consolida i rapporti.
È con loro, quindi, con i lettori, che la Rassegna vuole idealmente festeggiare il secolo di vita. Richiamandosi, a ragion veduta, proprio a quei valori, che - nonostante il trascorrere del tempo - sono stati il filo conduttore di questa esperienza.
Ma se festa è, lo si deve ai tanti preziosi collaboratori della testata e, soprattutto, alla passione e al sostegno che hanno animato prima un editore illuminato e lungimirante quale l’Ascom, che ha rilevato la testata nel ‘71, poi a Confindustria Bergamo, che a fine anni Novanta è entrata nella compagine azionaria del giornale. Con la loro solida presenza - e con il sostegno dell’Associazione artigiani, da anni presente sulle nostre pagine - la Rassegna è cresciuta e ha potenziato la propria azione: è così sbarcata su Internet, ha lanciato il mensile Affari di Gola, ha pubblicato il Listino dei prezzi degli Immobili, il Bollettino delle aste fallimentari e dei protesti e il “Polo d’attrazione” (periodico della Fiera di Bergamo).
L’auspicio - cambiato Millennio ed entrati nel nostro secondo secolo di vita - è di poter crescere ancora. Continuando, naturalmente, a rispecchiare i fermenti della comunità economica bergamasca, ma mantenendo intatte le doti di equilibrio e autorevolezza, da sempre capisaldi della nostra avventura.