Cucinare la selvaggina in Ascom un workshop per ristoratori

Lunedì 12 marzo in Ascom un worshop per ristoratori sulle carni di selvaggina

Cucinare la selvaggina in Ascom un workshop per ristoratori

Per i ristoratori Ascom organizza un workshop dedicato alla cucina di selvaggina. Il seminario si tiene lunedì 12 marzo alla sala corsi dell’Ascom in via Borgo Palazzo 137 dalle 15 alle 18. Esperti della materia interverranno su diverse tematiche: Silvio Barbero dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenza illustrerà gli aspetti storici come la cultura e la tradizione legata al consumo della selvaggina nel territorio alpino; Roberto Viganò dello studio associato AlpVet spiegherà i principi nutrizionali di queste carni e come valorizzarle; Eugenio Demartini tratterà  gli aspetti di marketing e economici di questo mercato. La presentazione del progetto è a cura di Petronilla Frosio presidente del Gruppo Ristoratori Ascom, Nicola Perrotti, presidente della fondazione Una onlus, Maurizio Zipponi, presidente del Comitato Scientifico Fondazione Una onlus, Antonio Sorice, Ats Bergamo – presidente della Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva e Lorenzo Bertacchi presidente di Federcaccia Bergamo. Coordinerà l’incontro Luca Pelliccioli di Studio AlpVet. L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto “Selvatici e buoni’ una filiera da valorizzare. Per iscrizioni e informazioni info@ascombg.it.

3 commenti a "Cucinare la selvaggina in Ascom un workshop per ristoratori"

  1. Libby  10 marzo 2018 alle 21:59

    Abito nel quartiere Montanara da 30 anni e condivido pienamente le considerazioni dell”Ascom. Il quartiere Montanara, sebbene nel passato ormai lontano, non fosse una zona invidiabile in cui abitare , attualmente la considero un”isola felice , ben servito, in cui c”è un senso di appartenenza profonda e di comunità. Forse l”esistenza della parrocchia, delle scuole, degli esercenti storici locali, tanti anziani e famiglie ,tante iniziative di grande partecipazione fanno del quartiere un valore aggiunto. Mai baratterei il mio quartiere per un altro e proprio per questa forte appartenenza e perché ci tengo sostengo volentieri gli esercizi pubblici che sono presenti: il panettiere, il fruttivendolo, il benzinaio, la gelateria, la macelleria equina, la parrucchiera, la cartoleria e tutti gli altri commercianti che fanno il loro onesto lavoro…anche loro hanno un ruolo fondamentale e strategico nella buona convivenza della zona! Credo che chi non viva il Montanara non possa capire e nemmeno giudicare! buy

    • Roberta Martinelli  12 marzo 2018 alle 16:18

      Il valore dei quartieri cara lettrice è proprio quello che dice. Grazie per il commento e la sua esperienza.

  2. CCRIDER  12 marzo 2018 alle 22:06

    Lo stufato di manzo con paprica, lo stinco di maiale al forno, il sutè di vitello ai funghi, il cinghiale al Nero D’Avola, l’agnello in tegame con patate, la lonza di maiale con pistacchio, la selvaggina in umido, come il coniglio proposto in sette modi diversi ed ancora lo stracotto di vacca al catarratto accompagnato da “qualazzi” (verdure di campo)  passati in padella all’olio di crasto e cardi selvatici in umido, è un trionfo delle prelibatezze del km zero del territorio madonita.

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