Contratto del Terziario, accordo raggiunto. A marzo l’ultima tranche e novità anti-dumping

Arriva l'aumento di 16 euro sospeso nel novembre 2016 e la scadenza dell'intesa è prorogata al 31 luglio 2018. Betti (Ascom): «Centrale la volontà di arginare la "concorrenza" di altri contratti»

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Confcommercio Imprese per l’Italia e i sindacati nazionali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno raggiunto un’intesa che chiude definitivamente il Contratto Terziario, distribuzione e servizi.

L’accordo ha collocato a marzo 2018 la tranche di 16 euro di aumento economico sospesa nel novembre 2016 (parte dell’aumento retributivo complessivo di 85 euro al IV Livello previsto dal contratto firmato nel 2015) e prorogato la scadenza del contratto al 31 luglio 2018. Ha anche ratificato la volontà di arginare fenomeni di dumping e garantire così la concorrenza tra le imprese.

Enrico Betti 2«Con questo accordo si sono definite regole tecniche e politiche importanti – commenta Enrico Betti, responsabile delle politiche del Lavoro e Relazioni sindacali dell’Associazione -. Tecnicamente la tranche sospesa del novembre 2016 ha trovato una sua collocazione a marzo 2018 contestualmente allo slittamento della validità del Contratto al prossimo 31 luglio. Di fatto si sono ridotti i costi complessivi del Ccnl senza intaccare gli 85 euro di aumento siglati nel 2015».

«Un passo importante e centrale dell’intesa – sottolinea – è rappresentato dalla volontà delle parti di arginare fenomeni di dumping, soprattutto retributivo, impegnandosi a garantire che gli aumenti contrattuali definiti dal Ccnl Terziario costituiscano il minimo inderogabile anche per tutti gli altri contratti che insistono nella sua stessa sfera di applicazione. In questo modo si consente, a tutela delle nostre associate, e con un atto di responsabilità di tutte le parti coinvolte che la vera concorrenza non vada a scapito anche dei lavoratori».

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