Botteghe storiche, il governo ipotizza sgravi fiscali. “Così si tutelano anche i centri storici”

“L’annuncio del ministro Dario Franceschini rappresenta una svolta radicale per la vita e il futuro del commercio di qualità e della tradizione”. A parlare è Alfredo Zini, portavoce dell’Associazione Botteghe Storiche di Milano, che aggiunge: “La svolta mette al centro due esigenze: la necessità di tutelarne il patrimonio culturale (fatto dagli antichi saperi, tradizioni, artigianato e gastronomia) e il bisogno di salvaguardare i centri storici delle nostre città. L’annuncio del ministro, che il governo sta lavorando ad un progetto per uno sgravio fiscale delle botteghe storiche coincide con un orientamento diffuso nel nostro mondo. E – qualora realizzato – sarebbe di ottimo auspicio. Ma se si vuole salvaguardare il profilo identitario dei centri storici di molte città occorre consentire alle Amministrazioni locali di tutelare i beni demaniali permettendo alle attività commerciali che li affittano una corsia preferenziale che consenta loro di sostenere l’assalto delle grandi firme e dal mondo della finanza, che stanno occupando i centri storici delle più belle città italiane. D’altra parte – conclude Zini – le Amministrazioni comunali – falcidiate dai tagli economici del governo – puntano al massimo profitto per fare cassa. Ma così si decreta la morte delle antiche botteghe e si favorisce un appiattimento e una omologazione che fa male alle nostre città”.

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