Cooperative, Malvestiti: «Logica di impresa da valorizzare»

All’ex Borsa Merci presentata la ricerca sulla diffusione e sulla rilevanza delle cooperative nella Bergamasca

CooperativePresentata la doppia ricerca sull’economia cooperativa in provincia di Bergamo al convegno «Imprese cooperative tra presente e futuro. Una risorsa per il territorio, creazione di valore e nuovi servizi per il suo sviluppo» organizzato sabato 18 marzo al Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni di Bergamo. Realizzata da Confcooperative Bergamo e CSA Coesi, in collaborazione con Euricse e Università di Bergamo-Cesc, la ricerca conferma il ruolo centrale delle imprese cooperative e dell’economia sociale per lo sviluppo locale.
Il presidente di Confcooperative Bergamo, Giuseppe Guerini ha detto che «oltre a essere capaci di innovazione e di anticipare mercati e modelli di sviluppo sostenibile, le cooperative sono un valore aggiunto per il territorio, un sistema composto da imprese longeve che assicurano stabilità ai propri lavoratori e che operano in settori ad alta intensità di conoscenza, dove trova spazio un capitale umano pregiato e qualificato. Imprese che arricchiscono il territorio investendo in beni comuni: il welfare, la cultura, l’ambiente, l’accessibilità e la mobilità delle persone per una nuova frontiera dello sviluppo locale che coniugando sostenibilità e innovazione possa generare una crescita intelligente e inclusiva in grado di rispondere ai bisogni delle famiglie e delle comunità locali». All’incontro è intervenuto anche Paolo Malvestiti, presidente della Camera di Commercio di Bergamo: «Bisogna capire l’evoluzione futura del sistema cooperativo e il contributo che potrà dare all’economia bergamasca – ha Malvestiti -. Le cooperative rappresentano un modello produttivo virtuoso in questo momento e confermano la capacità di rispondere alle esigenze dei nostri territori. Le cooperative hanno introdotto una logica di impresa da valorizzare e incoraggiare». All’ex Borsa Merci è stato presentato anche il nuovo Centro Servizi CSA Coesi, nato ad agosto 2016 a seguito della fusione tra CSA e Coesi Servizi. Il presidente Lucio Moioli: «I servizi come tassello che consente agli attori dell’economia sociale, cooperative e associazioni in primis, di giocare in maniera autorevole il proprio ruolo e perseguire i propri obiettivi».

La ricerca in sintesi

L’obiettivo della ricerca era quello di misurare nel modo più preciso possibile la diffusione e la rilevanza delle cooperative attive nella provincia di Bergamo verificandone la situazione al 2014 ed approfondendone l’evoluzione negli ultimi anni, anche in analisi comparata con le imprese di capitali. «La ricostruzione – ha spiegato Chiara Carini di EURICSE Trento –  si basa sulla combinazione di diverse fonti dati sia di natura statistica che amministrativa: l’Archivio Statistico delle Imprese Attive (Asia) dell’Istat, la banca dati Aida-Bureau Van Dijk, gli archivi dell’Inps e l’Albo delle Cooperative disciplinato dal Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 23 giugno 2004 e successive integrazioni». Al 2014 il numero di cooperative attive nei settori extra-agricoli, con sede legale nella provincia di Bergamo, erano 763 – di cui 213 sociali – pari al 9,3% delle cooperative con sede in Lombardia e all’1,3% delle cooperative risultate attive a livello nazionale. La distribuzione a livello comunale evidenzia una concentrazione delle cooperative nei due principali comuni della provincia: Bergamo e Treviglio. Dall’analisi dei bilanci disponibile emerge che, nel 2014, le cooperative bergamasche esaminate hanno generato un valore della produzione di quasi 1,3 miliardi di euro. Si tratta di un presente variegato: a realtà di piccole-medie dimensioni si affiancano alcuni first player di settore attivi a livello nazionale in grado di determinare l’andamento economico-finanziario ed occupazionale dei settori di attività. Fondamentale l’apporto delle cooperative sociali, attive soprattutto nei settori tradizionali della cooperazione sociale di tipo A (assistenza sociale, sanità e istruzione) e di produzione e lavoro (soprattutto nei trasporti, servizi di supporto alle imprese e costruzioni).

Secondo i dati estratti dagli archivi dell’Inps, nel corso del 2014, le cooperative e i consorzi cooperativi con sede nella provincia di Bergamo hanno attivato più di 36 mila posizioni lavorative, pari al 10,6% delle posizioni lavorative attivate dalle cooperative e consorzi con sede in Lombardia. I dati sottolineano l’equità di partecipazione al lavoro delle donne – il 53,9% delle posizioni attivate in corso d’anno, contro il 46,4% a livello regionale ed il 49,3% a livello nazionale – e una maggiore presenza di giovani rispetto alle realtà regionale e nazionale: il 37,2% delle posizioni lavorative è occupata da lavoratori con meno di 35 anni, contro il 36,1% rilevato per la Lombardia e il 30,1% a livello nazionale. “I dati che la ricerca mette in luce sono in linea con il resto d’Europa – ha sottolineato Luca Jahier, presidente del Gruppo Attività diverse del Cese (Comitato economico e sociale europeo) -. Le imprese cooperative oggi aggregano 144 milioni di persone, circa un quarto della popolazione europea, ma devono trovare maggiore visibilità e ascolto rispetto a quello che è loro oggi assegnato perché questo è un settore capace di leggere prima degli altri cambiamenti economici. Il mondo dell’economia sociale, di cui le cooperative sono una componente essenziale, ha prodotto un aumento del Pil, del numero di imprese, con un saldo positivo occupazionale rispetto ad altre forme di impresa, che ha garantito un incremento del 40% in Europa».

 

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