Treviglio rilancia Pezzoni. E l’etica va a farsi benedire

Giuseppe Pezzoni

L’ex sindaco di Treviglio, Giuseppe Pezzoni, ha ottenuto quasi 400 preferenze

Se volete capire com’è ridotto questo Paese non state ad ascoltare chi vi racconta i risultati delle ultime elezioni con il bilancino del farmacista in mano, barcamenandosi tra la non vittoria di Renzi (variante della non sconfitta di Bersani), il supposto trionfo del Movimento 5 Stelle (che va bene solo a Roma e Torino e per il resto o non c’è o fa la comparsa) e le beghe dell’improbabile coppia Salvini-Meloni contro Berlusconi sulle macerie del centrodestra che fu (ad eccezione di Milano). No, spingetevi fino a Treviglio, perché qui più che altrove è possibile misurare qualcosa che va al di là della ragionieristica conta dei voti, qualcosa che dovrebbe stare alla base della convivenza civile prima ancora che della contesa politica. Ed è quella parola fastidiosa, ma tanto carica di significato, che si chiama etica (od onestà se preferite metterla giù più piatta).
Un valore che stride fortemente con l’elezione a consigliere comunale di Giuseppe Pezzoni. Sì, proprio lui, l’ex sindaco che non più tardi di qualche mese fa è stato costretto a lasciare il palazzo di piazza Manara tra i fischi e le contestazioni dopo aver ammesso di aver dichiarato il falso vantandosi di una laurea mai conseguita. Provate a pensarci, siamo al cortocircuito totale. Una persona ritenuta (da sè e dai suoi stessi compagni di viaggio politici) non più degna di ricoprire l’incarico di sindaco nel volgere di un semestre viene riportata in municipio sull’onda delle preferenze (quasi 400, il secondo più votato).

La prima considerazione che viene in mente è che è stato tutto uno scherzo e tanto valeva rimanere in sella. Ma qui c’è poco da ridere. C’è un salto (nel vuoto) di qualità che non può non essere sottolineato. Perché passi che Pezzoni non abbia consapevolezza che il tradimento del patto di onestà che si contrae con i cittadini al momento della candidatura sia inescusabile. E passi pure (ma siamo nel campo delle estremizzazioni retoriche) che partiti pronti a tutto pur di non abbandonare la stanza dei bottoni decidano di affidarsi ad un ronzino vincente. Non può passare, invece, che ci siano centinaia di elettori che considerino un falso (che è valso, tra le altre cose, l’incarico di dirigente dell’Istituto dei Salesiani che, forse non ancora del tutto secolarizzati, si sono precipitati a denunciare la malefatta) come un orpello del tutto irrilevante. Una crosticina su un corpo levigato e splendente.
Come se per Pezzoni valesse quel che si diceva ai tempi di Tangentopoli di un intraprendente ministro bresciano. “Non sarà pulito, però lui le strade le costruisce…”. E infatti a Treviglio non son pochi quelli che dicono “avrà detto il falso, ma come sindaco non c’è nessuno meglio di lui”. E così, all’insegna di un poco orobico scurdammoce ‘o passato, tutto si azzera e si ricomincia. Poco poco, vista la mole di preferenze, a Pezzoni sarà affidato un assessorato e la falsa laurea finirà nel cassetto del folklore.
Treviglio, Italia.

Questo è il Paese. Quello dove un leader pieno di conflitti d’ interesse e subissato di inchieste (con annessa condanna per evasione fiscale) viene più e più volte sommerso di voti. Dove un candidato alla Regione Campania alle prese con una condanna per abuso d’ufficio viene portato in trionfo. Dove il fondatore di un movimento e la sua intera e allargata famiglia vivono alle spalle dello stesso movimento per anni (e tutti lo sanno, ma fanno le vergini solo di fronte allo scoppio della tradizionale inchiesta che solleva il coperchio) tra idolatrie e osanna. Dove, inutile che ce la raccontiamo, ciascuno di noi invoca per gli altri il rigoroso pagamento di tasse, imposte e balzelli varia, salvo cercare in ogni modo di schivarle per sé.
E allora, forse, il problema non è Pezzoni, non sono i trevigliesi che l’hanno votato. Quella è solo la febbre. Il dramma è che non abbiamo più nemmeno la capacità di guardare il termometro.

14 commenti a "Treviglio rilancia Pezzoni. E l’etica va a farsi benedire"

  1. Stefano  7 giugno 2016 alle 20:42

    Con quale autorità lei tratta i votanti Trevigliesi come stupidi amorali? Ha mai pensato che il moralismo può uccidere il libero pensiero? E che forse ci sono persone che sanno leggere oltre?

    • Cesare Zapperi  7 giugno 2016 alle 21:18

      Caro Stefano, nessuno considera stupidi i trevigliesi (esprimere un’opinione non deriva da alcuna autorità, è il diritto di qualsiasi cittadino, giornalista compreso). Il grave, semmai, è che non si tratta di un voto incosciente ma assolutamente consapevole. Il moralismo lasciamolo stare. Altrimenti dovremmo addebitarlo anzitutto a chi, i sodali di Pezzoni per primi, gli hanno chiesto di dimettersi da sindaco. Noi ci siamo solo accodati e ci chiediamo soltanto se ciò che era grave sei mesi fa oggi è una quisquilia. Forse che il voto dei cittadini pulisce via ogni macchia? Farsi questa domanda è moralismo?

  2. franco  7 giugno 2016 alle 21:14

    Probabilmente il ronzino non aveva degni avversari , che mi ricordi dove sono finiti….

  3. giordano  7 giugno 2016 alle 23:17

    Non mi sembra che fare il sindaco o consigliere, bisogna avere una laurea…..dare le dimissioni da preside dell’istituto è stato un dovere, ma non capisco il perché doveva dimettersi da sindaco !?!

    • Sergio  8 giugno 2016 alle 0:28

      Giordano, il fatto che lei non capisca perché una persona che ha truffato il suo datore di lavoro non dovrebbe contestualmente dimettersi da una carica pubblica come quella di sindaco è indice che per questo paese non c’è futuro.

  4. Paolo  8 giugno 2016 alle 0:21

    basta una laurea per fare un professore reale? Tutti i cattedratici sono realmente meritevoli della loro laurea? Basta farsi eleggere per essere dei saggi amministratori?

  5. Luca  8 giugno 2016 alle 7:42

    Non solo ha truffato il datore di lavoro, ma lo Stato, dato che il certificato di laurea falso è servito ad ottenere l’abilitazione all’insegnamento nella scuola pubblica. Non si dovrebbe attendere una condanna passata in giudicato per prendere atto delle conseguenze morali e politiche delle gesta di un reo confesso… Per questo la nuova candidatura è scandalosa

  6. giovanni  8 giugno 2016 alle 10:34

    Ma lei cosa sa di pezzoni??candidati di dubbia moralità laureati e che si sono nascosti dietro le legalità per fare la campagna elettorale si sono permessi di truffare decine di migliaia di euro a gente onesta perbene tradendo il rapporto professionale ????questa gente ,altro che pezzoni, ha adoperato la legalità come la chiama lei per truffare le persone e s chienarle lo sa????tradendo il rapporto fiduciario e si permettono di dire che non hanno scheletri nell’armadio?ma le crede che le campagne elettorali si fanno a riempirsi lo stomaco di schifezze oppure bevendo nelle osterie a iosa frequentando i locali della movida trevigliese?facendo scorrere fiumi di alcolici?ma meno male che sono stati trombati !!!è la vergogna che questi paladini della legalità del c…o in questo paese nessun collega loro, prove alla mano, va loro addosso!nemmeno dovrebbero lavorare questi truffatori rovina famiglie!altro che il sig.pezzoni!

  7. giorgio  8 giugno 2016 alle 12:03

    Pezzoni che io sappia non ha la laurea. Certo ha mentito in proposito e ha fatto male . Ma…non ha accuse di peculato truffe etc etc etc….Chi ha scritto l’articolo s’e’ informato ha chiesto pareri a chi l’ha avuto come insegnate?L’articolo scritto mi sembra una vaccata …sparare ad un passero con un cannone.

  8. Marco  9 giugno 2016 alle 11:37

    Una laurea non fa un buon sindaco…
    Però io da elettore se cerchi di fregarmi millantando titoli che non hai, poi fai il pentito dicendo che ti mancava solo la tesi… poi leggo che gli inquirenti controllano e risulta che mancano anche esami… eh…
    Da elettore devo incentivare l’onesta: quindi posso anche stimare quello che hai fatto da sindaco, posso stimarti come persona per avermi aiutato, ma il mio voto esprimerà che te ne devi andare a casa. Gli altri sono peggio? può essere… quando si beccano anche gli altri si mandano a casa anche loro.
    Incentivare l’onesta e punire la disonestà! Altrimenti non cambia nulla! Se voglio che cambino le cose quali altre alternative ho?

  9. Giuseppe Vandai  9 giugno 2016 alle 17:03

    Buongiorno sig. Zapperi,

    Le faccio i complimenti per l’articolo. Lei ha colpito nel segno. Impeccabile l’analisi del fenomeno. Ha anche avuto subito la dimostrazione della giustezza dell’ analisi. Buona parte dei commenti sono la prova provata che Lei ha ragione.
    Una prima annotazione: quel che Lei chiama in causa è l’etica pubblica, che non deve e non può stare solo nel chiuso della coscienza, nel “foro interno”, come lo chiamavano un tempo i domenicani. L’etica pubblica è a casa sua nel “foro esterno”.
    Una seconda annotazione: una delle case migliori di quell’etica pubblica è l’Unione Europea. I sigg. Stefano, Giordano, Paolo, Franco provino a ripetere le cose che hanno scritto ad uno svedese, ad un inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese ecc. Forse solo in Grecia troverebbero ascolto. È inutile… uno dei mali più profondi del nostro Paese è il “perdonismo”. Finché sarà così diffuso andremo male. Na ciápem pö de rácc (per qualche lombardo bilingue).
    Beppe

  10. Sergio Limonta - a titolo personale  10 giugno 2016 alle 7:14

    Mi sembra veramente un peccato che nessuno si sia accorto che Zapperi abbia utilizzato, dichiarandolo, Pezzoni e il voto trevigliese come “scusa” per trattare di un fenomeno molto più ampio. La vogliamo chiamare “etica liquida”? “etica fai da te volta per volta”? “etica del sono sempre gli altri che sbagliano”? Diamoci una scossa e ripensiamo veramente a quali devono essere i valori comuni a cui appellarsi altrimenti non potremo nemmeno chiamarci anarchici ma solo “quaquaraquà”. Grazie Cesare

  11. Lucia Profumo  10 giugno 2016 alle 9:07

    Buongiorno, sono mamma di un ragazzino di quattordici anni che aveva incontrato il “prof.” Pezzoni con i suoi compagni di classe. Era rimasto piacevolmente colpito dalla persona, dall’educatore, dall’esempio che forniva sul mondo degli adulti. Inutile dire che è rimasto choccato, e mi ha chiesto come sia possibile che un adulto che si propone come guida di una comunità sia e faccia tutto quello che ai ragazzini si dice di non fare: dice bugie, barare sui voti presi (e che voti!), ingannare gli amici, ecc. Forse dovremmo recuperare la capacità dei bambini di andare all’essenziale. Questi signori che tanto difendono il signor Pezzoni cosa insegnano ai loro figli? A copiare o a studiare? a fare i furbi o seguire le regole? A essere o ad apparire?. Davvero questo paese è tutto ciò che ci meritiamo. Che è anche quello che ho detto a mio figlio. Specificando che, in una situzione come questa, secondo me, una persona d’onore non solo non dovrebbe ricandidarsi, ma dovrebbe vergognarsi ad uscire di casa. Lucia

  12. Paolo  10 giugno 2016 alle 22:44

    Il problema è proprio perché si ricandida a “Primo Cittadino”. Non è stato onesto con sé stesso, con la propria famiglia, con i suoi allievi e con i Trevigliesi. Non è un esempio da seguire e a cui dare cariche. Un Sindaco può essere anche non laureato, ma Treviglio ha bisogno di meglio! Largo a chi ha più senso del impegno, del onore e dei risultati raggiunti a fatica. Questo Signore mi sembra abbia cercato le vie più semplici. Altro argomento discutibile è valutare le persone che lo sostengono. A mio parere rimane incomprensibile perseverare negli errori. E da profano sento puzza di bruciato un’altra volta!

I commenti sono chiusi.