A cena ad Astino, per non tornarci più

La lettera di un bergamasco che ha deciso di festeggiare il compleanno nel ristorante dell'ex monastero

Astino RistoranteEgregio direttore

S’è fatto un gran parlare di Astino, di questo gioiello recuperato, dell’offerta culturale ed enogastronomica. E così, nei giorni scorsi, per il mio compleanno, mi sono fatto tentare e ho scelto l’ex monastero per la cena di festeggiamento. Fatta la prenotazione telefonica al ristorante, arriviamo ad Astino verso le 20.15. In sala, un solo tavolo occupato dei circa 10-12 apparecchiati. Aspettiamo all’ingresso che qualcuno ci venga incontro e ci dica dove accomodarsi. Dopo 5 minuti, non vedendo nessuno (e non essendoci nessuno alla reception della sala) mi avvicino alla cucina; una ragazza, non in divisa, mi dice di rivolgermi ad un cameriere che sta prendendo le ordinazioni, il quale mi chiede di aspettare ‘un minutino’ che sarà subito da noi. Adocchio un tavolo, libero senza cioè cartellini col nome di chicchessia, per 4 persone sulla pedana. Appena si palesa il cameriere, gli chiedo se possiamo sederci là. Mi risponde che è già prenotato?!?! Ma anch’io ho prenotato…

Ci sediamo infine al tavolo assegnatoci. Noto, in controluce, che sul sottopiatto di mia figlia c’è qualcosa che somiglia a polvere; entrambi passiamo un polpastrello e abbiamo la conferma: è polvere. Ma passiamo oltre. Ordiniamo una bottiglia di bollicine. Arriva il cameriere, la mostra, la stappa, versa un po’ di vino nel mio bicchiere per l’assaggio; quando gli do l’ok, ripone bellamente la bottiglia nel secchiello e se ne va (non rabboccando il mio bicchiere e non versandolo agli altri). Nel frattempo, la sala si affolla: e vedo gente che aspetta 5-10 minuti all’ingresso prima di potersi accomodare ai tavoli che sono già apparecchiati…

Dopo una 20ina di minuti arrivano i due piatti di affettati ordinati (senza la prevista, dalla carta, marmellata di accompagnamento) e si fa loro spazio in mezzo al tavolo. Non arrivano, invece, i piatti da appoggiare sui sottopiatti; ne chiedo almeno due (per non rendere troppo complicata l’operazione). Alle 21.30 circa arrivano (finalmente) i due risotti e la carne di maiale. Risotti leggermente al dente, carne deliziosa. Dopo una breve pausa, chiediamo la lista dei dessert e ne ordiniamo due. Alcuni avventori alzano le braccia per farsi notare, altri chiedono alla cameriera appena arrivata che fine abbia fatto la loro ordinazione. Verso le 22.30 (cioè circa 2 ore dopo il nostro ingresso in sala) un cameriere si avvicina e dice che, a causa di non meglio precisati problemi, rischiamo di aspettare parecchio per vedere i dolci; e consiglia di andarli a consumare in un altro angolo del Complesso.

Sbigottito, a questo punto chiedo il conto. Dopo un po’ si palesa un altro cameriere che mi chiede conferma: ‘ha bisogno del conto?’. Che, quando arriva, noto che ammonta a 103,00 euro. Dico al cameriere che, dato il servizio, mi aspetto un adeguato sconto. “Se vuole seguirmi in cassa” la risposta. In cassa, di fronte ad una sconfortata cassiera (“Serata storta, abbiamo avuto un po’ di problemi”) elenco alcune delle note dolenti riscontrate e dico che mi aspetto un adeguato sconto. Dice che lo scontrino è stato battuto (anche coi due dolci richiesti ma non serviti), che lei non può fare niente, che lei è solo una semplice cassiera… Alla fine, dei 90,00€ che dovrei pagare mi propone di chiudere a 70,00 e poi ci accordiamo per 60,00.

Nel frattempo, davanti a me, il,cameriere del conto sta affrontando altri avventori evidentemente poco soddisfatti del servizio.

Per cercare di ‘addolcirmi’, la cassiera mi procura due fette di torta di mele (tiepida) per il mio piccolo. Che apprezza. E porta a sua scusante il fatto che c’è una nuova gestione da soli 2 giorni (domanda: ma un nuovo gestore non presidia adeguatamente il locale, almeno durante i primi giorni di attivià?). Ora mi chiedo: si parla di tanto turismo, si vuole rilanciare Astino, ma allora come possono accadere queste cose? per quanto mi riguarda non cenerò più ad Astino, ma spero vivamente che il livello si alzi, altrimenti ciao.

 

Lettera firmata

 

 

 

18 commenti a "A cena ad Astino, per non tornarci più"

  1. Marco  26 agosto 2015 alle 9:42

    Gli indubbi disagi subiti sono stati risarciti facendo pagare, in fine, solo 15 euro a testa la cena. Così almeno si evince da questo puntuale resoconto della sfortunata cena ad Astino. Per questa ragione, ed ovviamente a mio avviso, trovo inopportuna una critica così tagliente che non intende riconosce neppure la buona volontà del dolce (tiepido) omaggiato alla famiglia. Mi aspettavo un “finale” condito dalla fredda arroganza degli addetti al servizio e da un ingiustificabile conto salatissimo, mi ritrovo invece un avventore che non sa accettare le dovute scuse.
    p.s. non ho nulla a che fare con la gestione dei punti di ristoro ad Astino. Sono stato e sarò ancora però un felice avventore di quel meraviglioso posto che è all’altezza della fama che sta acquisendo. Ho portato ad Astino familiari, amici e conoscenti e tutti, nessuno escluso, hanno gradito cene, spuntini, aperitivi e soprattutto la magica atmosfera che in quel luogo si respira. Tutto poi è “migliorabile” anche il modo di far critica se si vuole essere costruttivi.

  2. Mario  26 agosto 2015 alle 9:51

    Mi sembra una lettera scritta da una persona molto repressa e con il chiaro intento di ottenere uno sconto. Ho visto ben peggio in altri ristoranti ma chiedere uno sconto per un servizio scadente è da miserabili. Grazie

  3. Mario  26 agosto 2015 alle 9:57

    Come Marco, anche io non ho nulla a che fare con la gestione del ristorante. Condivido il comportamento dei gestori che hanno fatto il possibile per scusarsi dello scarso servizio e condanno persone, come queste, che colgono l’occasione per recensire in modo eccessivo l’operato di gente che, forse a causa di poca esperienza, si sono trovati a non espletare il servizio che si aspettava.

  4. matteo  26 agosto 2015 alle 11:06

    Quando non mi trovo bene in un ristorante, non sono solito fare commenti; non vi faccio più ritorno e lo sconsiglio e, credo, che questa sia la maggior sanzione per l’oste. Chiedere uno sconto con una trattativa da mercato di Costantinopoli conclude, con una caduta di stile, una serata sfortunata.

  5. Loredana  26 agosto 2015 alle 12:51

    Questa è davvero fantastica, ha mangiato (dice anche bene, vedi carne, ma il risotto era troppo al dente), ha bevuto, ha pagato praticamente niente, ha ricevuto scuse per la lentezza del servizio (forse è capitato in una serata no), è stato omaggiato del dolce…..secondo me la brutta figura l’ha fatta quello che si firma anonimamente!

  6. Alfred  26 agosto 2015 alle 13:00

    Arroganza dell’ italiota medio . Ricorda parecchio Furio in “Bianco, rosso e Verdone”
    Purtroppo vige il “politicamente corretto” , ma ad un personaggio così non andava fatto pagare niente . Con 2 calcioni come regalo di compleanno

  7. Roberto  26 agosto 2015 alle 13:19

    ahahhaa ma chi è sto pezzente? e si lamenta di cosa? mah

    Astino è un gran posto, e saranno tutti felicissimi di non rivederlo più!

  8. Mario  26 agosto 2015 alle 16:11

    Cara redazione, mi piacerebbe capire il motivo per cui avete dato spazio ad un lettera del genere. Metta pure il nome e cognome, gliela offro io la cena a questo mediocre la prossima volta.

    • Giuseppe Ruggieri  26 agosto 2015 alle 17:41

      Caro Mario
      l’dentità, l’e-mail e il cellulare del mittente sono noti al giornale. Altrimenti non avremmo pubblicato la lettera. Abbiamo deciso di non mettere il nome per il semplice motivo che avremmo trasformato l’autore in un bersaglio nelle mani di commentatori anonimi (tra cui anche lei) e poco propensi ai toni morbidi. Così è avvenuto, del resto. Diverso il caso del ristorante. E’ un luogo pubblico, eroga un servizio a pagamento ed è pertanto soggetto al giudizio dei clienti (le dice nulla Tripadvisor?). L’autore della lettera non ha offeso il titolare, ha criticato il servizio. Ecco perché abbiamo pubblicato la lettera.
      cordiali saluti
      Il direttore responsabile

      • Mario  26 agosto 2015 alle 19:31

        Un commento su tripadvaisor ha un valore nettamente inferiore rispetto ad un giornale come la rassegna, soprattutto perché si tratta di un argomento strettamente legato all’ambito bergamasco. L’ho trovato di cattivo gusto ma forse è solo il mio punto di vista…

        • Giuseppe Ruggieri  26 agosto 2015 alle 19:35

          Non è “solo” il suo punto di vista, anche altri prima di lei hanno trovato la lettera fuori luogo. La sua è un’opinione rispettabilissima

  9. Alessandro  27 agosto 2015 alle 8:41

    Un ristorante che fa uno sconto del 40 % in sostanza per un pò di ritardo facendo pagare un pranzo comoleto 15euro è un posto dove andare alla velocità della luce.

    La rassegna se gli arriveranno decine di lettere di commenti su ristoranti beegamaschi le pubblicherà tutta? Mi pare che per quello ci fosse tripadvisor.

    • Giuseppe Ruggieri  27 agosto 2015 alle 9:25

      Alessandro,
      di ristoranti a Bergamo ce ne sono centinaia e centinaia, di ex monasteri restituiti alla collettività uno solo. E’ una sostanziale differenza che va colta, altrimenti è inutile discutere. Se si dà spazio anche alla ristorazione per tentare di rilanciare l’ex monastero e accrescere l’attrattiva di Bergamo, forse è lecito aspettarsi che tale offerta sia di livello. Ecco spiegato il motivo per cui la lettera ha trovato spazio su questo sito.
      Quanto ai commenti sui ristoranti, li pubblichiamo già da ben 14 anni attraverso il mensile Affari di Gola.
      buona giornata

  10. lucrezia  27 agosto 2015 alle 14:16

    Io ad Astino ho mangiato sia al Bistrot che al ristorante e mi sono sempre trovata bene! Il conto non pagato e la pubblicazione di questa lettera su un giornale tra l’altro edito dalla ASCOM si commentano da soli!

    • giorgio p.  27 agosto 2015 alle 15:00

      Lucrezia, il conto, se ha letto la lettera, è stato pagato, scontato ma comunque saldato.
      Quello che si commenta da solo a questo punto è la sua poca dimestichezza con la lettura

    • Imprenditore libero  27 agosto 2015 alle 16:41

      Secondo il teorema Lucrezia, la Rassegna dovrebbe usare solo toni trionfalistici quando parla della ristorazione perché c’è l’Ascom di mezzo. Non invidio il povero direttore, mi auguro che all’Ascom non la pensino come la commentatrice. Secondo la quale, allora l’Eco non dovrebbe scrivere una riga sui preti pedofili e il Sole24Ore neppure una virgola sui fallimenti o le inchieste giudiziarie che a volte toccano le imprese associate a Confindustria (l’editore).
      E invece accade, perché per fortuna esiste libertà e intelligenza che non si comprano con una quota associativa.
      Io sono associato da anni all’Ascom e non mi interessa avere una velina promta ad ossequiarmi

  11. Donato  28 agosto 2015 alle 0:37

    Se questi sono problemi…

  12. Alberto  29 agosto 2015 alle 8:42

    Strano il cambio di gestione nel pieno della stagione. In ogni caso concordo con l’autore della lettera. L’esperienza che ho avuto al ristorante e’ stata negativa. Servizio pessimo, prezzi sproporzionati. Sicuramente non ci tornerò e non lo consiglio agli amici. Buona invece la gestione all’esterno.

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